lunedì 7 marzo 2011

Il Campionato Italiano si decide così: 4 amici al bar

C'era una volta il Grande Torino...

Sono trascorsi tanti anni da quel GRANDE TORINO, di Valentino Mazzola e dell'Italia intera, e solo oggi ci si rende conto della grandezza di quella squadra e di come sarebbe stato il campionato Italiano e il calcio Italiano, che fino a quel tragico epilogo (tragedia di Superga 4 maggio 1949 - aereo della Nazionale e del Grande Torino si schianta sulla Basilica di Superga) aveva un solo dominatore, il Torino calcio con 5 scudetti all'attivo e 2 coppe del Mondo. Niente di più bello in Italia, da quando gli Inglesi inventarono il gioco del calcio. Da allora tutto cambiò, tutto il calcio Italiano crollò dinnanzi al nuovo e sciagurato modo di concepirlo. Dal 1950 in poi c'è stato il declino del nostro sport numero 1.

Gli scudetti sono stati monopolizzati dalla seconda squadra di Torino e dalle 2 Milanesi. Un tragico destino ha tasformato il gioco più bello in un tunnel senza fine. Eccetto qualche sporadica folata di Bologna, Roma, Lazio, Fiorentina, Napoli, Samp e la favola Verona, Milano e Torino si sono divisi la fetta più grande, ossia 63 scudetti (già compreso quello del 2011-2012), nonchè il 75% dei tricolori. Questo è un dato su come, da sempre siano state le 3 regine del nostro calcio, sia per numero di tifosi che per importanza nel Mondo. Grandi giocatori hanno varcato le sedi dei 3 club, grandi successi hanno minato i campionati Italiani da oltre 1 secolo. Questo è un dato inconfutabile ma che non è meno importante del secondo, ossia i 4 amici al bar.

4 amici al bar: immaginate solo per un attimo che tipo di storia calcistica avrebbe avuto l'Italia, se non ci fossero stati, da sempre i 4 amici al bar. Ma andiamo per ordine: chi sono i 4 amici al bar, o chi dovrebbero essere? Ovvio e scontato che parliamo di dirigenti di Milan,Inter e Juve con la Federazione Italiana Gioco Calcio (incluso dirigenti arbitri). Non c'è da meravigliarsi di CALCIOPOLI, in quanto esiste dal 1950, cioè dopo la caduta del grande Torino, anche se le radici vere e proprie sono state messe già nel 1910. I 4 amici al bar, hanno da sempre indirizzato le sorti di un campionato e delle partite da una parte o dall'altra, così come si fa tra amici al tavolo di un bar. Tu mi fai vincere lo scudetto quest'anno, e io te ne faccio vincere 3 consecutivi a partire dall'anno prossimo. Il tutto si è di poco discostato dalla realtà attuale. Mai successo che una squadra detentrice del titolo, quale è l'inter, con il suo Triplete del 2010, non acquisti nessun giocatore rilevante per un nuovo tecnico, e lo fà solo a gennaio, in quanto dietro in classifica e dietro alla capolista Milan, di 20 punti. Il programma dei 4 amici al bar, non fà una grinza. Il Milan quest'anno deve vincere lo scudetto, così come detto dal Presidente Berlusconi, l'Inter deve starsene buona al secondo posto (già acquisito), e le altre 2 verranno scelte per simpatia e scambi di giocatori talentuosi. In questo secondo caso l'Udinese e la Roma sembrano essere il pole-position. Sanchez piace all'Inter, Mexes ha già scelto il Milan a parametro zero. Armero o Isla il prossimo rinforzo dell'Inter. Zapata o Pinzi il prossimo acquisto del Milan. Simplicio e De Rossi andranno sicuramente a Milano. La Roma è consenziente da poco, per i sobrusi ricevuti dall'Inter negli ultimi anni. La Juve è totalmente fuori, causa Moggiopoli. La Lazio ha troppi debiti e pochi consensi da parte dei 4 amici. La classifica stilata dal nuovo palazzo (senza più Moggi), dovrebbe essere quasi delineata: Milan Campione, Inter seconda a pochi punti di distanza, Roma e Udinese seguiranno a ruota. In tutto questo sia Pozzi (Presidente dell'Udinese) che la Sensi (Presidentessa Roma) sono all'oscuro, o meglio le decisioni importanti vengono prese a loro insaputa. Poco importa, se Lazio e Napoli stanno facendo un grande campionato, oggi è toccato strapazzare il Napoli e domani toccherà alla Lazio. Come disse il grande Al Pacino nel film "Il Padrino III", è già tutto deciso. Manca solo l'ufficialità, da concretizzare il 22 maggio 2011. Per evitare tutto quanto, dovrebbe verificarsi il classico fattore I (imprevisto). Ossia, che Napoli e Lazio facciano qualcosa di miracoloso vincendo 7 partite su 10 contro ogni avversità arbitrale e arrivando subito dopo Milan e Inter, sconvolgendo di netto i piani dei 4 amici al bar. Ossia lo scambio giocatori con Udinese e Roma per 4 centesimi di €. Infatti, il Napoli e la Lazio non hanno giocatori interessati alle Milanesi e sarebbe consono assecondare i Friulani e Romanisti. I giallorossi, infatti non parlano più degli arbitri, sono tranquelli ed hanno già incassato 9 dei 15 punti promessi dai 4 amici al bar e Federazione (Roma-Catania 4-2 con 3 gol irregolari dei giallorossi; Bologna-Roma 0-1 con mancata espulsione di De Rossi autore della rete decisiva; Lecce-Roma 1-2 con 3 rigori netti non concessi ai Pugliesi). L'Udinese gioca bene e pertanto potrebbe non usufruire dei favori arbitrali già pronti per essere messi in atto. Questa diagnosi non è utopia, ma la realtà dei fatti, che svolgono quotidianamente nel nostro calcio i 4 amici al bar (senza più la Juve, causa Moggi). Pensar male è peccato, ma spesso ci si azzecca (G.Andreotti). I fatti mi hanno dato sempre ragione, e quando ho detto che il Napoli sarebbe crollato sotto i colpi della classe arbitrale, negli altri post, non mi ero sbagliato. Non mi sono sbagliato sulle interviste di Allegri pilotate da Galliani, e non mi sono sbagliato sulla grande fiducia di Moratti di vincere lo scudetto, o quanto meno arrivare secondo, 3 mesi fà. Evidentemente era convinto, perchè sapeva del fuorigioco di Ranocchia di 5 metri. Il Cagliari non mi sembrò così polemico (Cellino sà). Zamparini, che a differenza di Cellino spende un sacco di soldi, sà ma non ci stà, e quindi grida ai complotti da anni, ma nessuno lo ascolta per questione di comodo (giornalisti in primis). Infatti, nessuno è ancora al corrente che così come avviene per i quotidiani Nazionali, anche per quelli sportivi c'è il contributo di Stato e finanziamenti delle squadre di calcio (su tutte Milan, Inter e Juve), sempre ciechi su favori arbitrali.